Presentazione
Fino a poche settimane la, quando ambedue abbiamo partecipato a un simposio a Roma in cui il dottor Gulotta mi mostrò il manoscritto di questo libro, io lo conoscevo soltanto quale autore di un serio e ampio trattato su Psicoanalisi e responsabilità penale, nel quale rivela una profonda conoscenza dei meccanismi intrapsichici e della letteratura apparsa sulle due sponde dell'Atlantico su questo difficile argomento.
Ora ha scritto questo libro
sulle vicissitudini della vita nella giungla coniugale; un libro che è molto
divertente, ma che dietro una facciata scherzosa dice parecchie cose molto
Importanti. Ci fa anche vedere che quando un punto di vista puramente intrapsichico
è abbandonato in favore di una moderna concezione in termini di sistemi interagenti,
nuove soluzioni, prima ritenute impossibili, diventano possibili.
Quando la comunicazione
umana si interrompe, i comunicanti invariabilmente fanno ricorso alla reciproca
accusa di malattia mentale o di malvagità. Ciò si riscontra specialmente nei
conflitti coniugali dove ambo i partner sono completamente convinti che lui
(o lei) sono senza colpa, e poiché ci sono solo due persone coinvolte, tutta
l'infelicità dell'uno deve essere colpa dell'altro: tertium non datur. Quello
che essi di solito non riescono a capire è che esiste una terza entità, vale
a dire il loro rapporto, che è il vero colpevole o il vero malato.
Come riesce un terapista
coniugale a spiegare questo punto cruciale? Il metodo scelto dall'autore -
esempi riferiti parola per parola dalle sue sedute con coppie di coniugi,
e specialmente fumetti - è, per la presa che ha sul lettore, alquanto superiore
rispetto agli stili più tradizionali della presentazione e della spiegazione
scientifica. C'è un'immediatezza in un fumetto ben scelto che spesso non può
essere eguagliata da pagine di descrizione e analisi verbale.
Avendo per molti anni tentato
di studiare le strane trappole della comunicazione umana, dei conflitti sorgenti
da trabocchetti insospettabili, quali domande viziate o grovigli circa la
fiducia, ecc., auguro a questo libro molto successo. Se lo merita. Ma, caro
dottor Gulotta, ho una mezza idea che Lei non mieterà molta gratitudine tra
quelli che in queste pagine si trovano troppo chiaramente raffigurati. L'alzare
il velo della sfinge può essere un lavoro ingrato. Ed è precisamente quello
che Lei ha fatto tanto bene!
Paul WatzIawick Mental Research Institute
Palo Alto, Ottobre 1975