strumenti concettuali per agire nel nuovo processo penale
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Il nuovo Codice di Procedura Penale esige un repertorio comportamentale differente dal precedente. Per offrire strumenti idonei allo scopo in questo volume si utilizzano nozioni che provengono da discipline diverse da quelle studiate tradizionalmente dai giuristi: innanzi tutto la psicologia, ma anche la sociolinguistica e la semeiotica, facendo riferimento ad esperienze maturate in ambiti diversi da quello forense, come l'analisi dei testi letterari, il colloquio clinico ecc. L'autore, avvalendosi di collaboratori, segnala metodiche di problem-solving per affrontare talune decisioni processuali, tattiche per inquadrare i fatti di causa in storie plausibili, nozioni atte a segnalare limiti e possibilità della memoria dei testimoni, strategie per l'esame ed il controesame, tecniche per rendere più efficace l'argomentazione e la persuasione. Il tutto viene esposto con indicazioni di carattere pratico quale , metodologia giudiziaria , anche attraverso lo studio di tre reali casi giudiziari. |
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INDICE SOMMARIO Premessa Capitolo I Il processo come complesso di problemi: come affrontarne le scelte (Con Grazia Cesaro) l.Premessa 2.Il processo penale come complesso di problemi 3.Il "problem solving" giudiziario 4.Fase I: Atteggiamento verso il problema 5.Fase Il: Definizione del problema 6.Fase III: Generazione delle alternative 7.Fase IV: Decisione 8.Fase V: Attuazione 9.Fase VI: Verifica 10.Errori cognitivi nell'esecuzione della strategia 11.Conclusioni |
. IX . . . . 1 2 6 11 15 28 30 38 40 41 47 |
Capitolo II La ricostruzione dei fatti attraverso la narrazione di storie (con Paola Farinoni) l.Nuovo rito ed accertamento del fatto: quali novità? 2.Che sta facendo il bambino che gioca in cortile? (Ovvero in quanti modi può essere «letta» la stessa situazione) 3. Come si ricostruisce al processo una sequenza di eventi? 4. Quando viene ricostruito il fatto nel nuovo processo penale? 5. Il caso di L.B.: fu omicidio o tentato omicidio? 6. Perché si costruiscono storie? 7. Come si costruisce una storia? 8.Che fare se la ricostruzione iniziale non è più sostenibile? 9.Quale ragionamento conduce due soggetti ad interpretare in modo opposto la stessa prova? 10. Come un fatto può essere raccontato in modo strategico? 11.Come vengono organizzate da chi deve prendere una decisione le informazioni disponibili riguardo a un fatto? 12.Che peso esercitano sulla ricostruzione di un fatto gli stereotipi cognitivi ed i criteri di comune esperienza? 13.Come ci si domanda perché? 14.Perché lo ha fatto? I processi di attribuzione di cause |
. . . 51 . 54 58 60 62 66 67 72 . 75 77 . 80 . 85 94 97 |
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| 15.Quando
una ricostruzione è credibile?
16.Conclusioni |
100 104 |
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| Capitolo
III Il testimone come elaboratore di informazioni IL TESTIMONE COME
ELABORATORE DI INFORMAZIONI
(con Luisella de Cataldo Neuburger) 1 .Premessa 2.Come funziona la memoria? 3.Quali sono i fattori che influenzano negativamente il processo di memorizzazione in modo da limitarne l'accuratezza? 4.Quanto vale il riconoscimento di persona? 5. Fino a che punto si possono riconoscere le Voci? 6. Esistono criteri per valutare l'attendibilità del teste? 7.Esiste un rapporto tra sicurezza del teste e credibilità della sua deposizione? 8. Il fattore «età» nella testimonianza: anziani e bambini 9.Quanto vale la testimonianza della vittima? |
. . 115 118 . 123 144 151 157 . 166 168 170 |
| Capitolo
IV Le domande quali strumenti di conoscenza: l'esame diretto e il riesame
(con Francesca De Donato) 1. L'esame processuale nel nuovo processo: contesto e finalità 2.Gli elementi della relazione domanda-risposta a) Assunzioni b) Caratteristiche della domanda c) Risposte d) Ordine di presentazione 3. Tecniche per facilitare la deposizione testimoniale a) Creare e controllare il clima dell'esame b) Facilitare l'esposizione e la partecipazione del teste 4.Le domande nell'esame diretto e nel riesame a) Studi sulle varie tecniche di interrogatorio b) Come porre domande durante l'esame diretto c) La sequenza temporale delle testimonianze 5 . Tipologia delle risposte inadeguate a) Causa e trattamento delle risposte inadeguate |
.179
183 185 189 189 191 192 194 198 198 200 204 204 206 |
| Capitolo
V L'uso strategico delle domande: il controesame
1. Premessa 2. Finalità del controesame 3. Aspetti normativi 4. La funzione pragmatica dei presupposti 5. La sperimentazione circa gli effetti della domanda sulla risposta 6. Domande chiuse ed implicazioni 7.Tipologie sintattiche delle frasi interrogative e loro grado di implicazione 8.La scelta del tipo di domanda in funzione del suo scopo 9.A quali condizioni il testimone subisce la suggestione interrogativa? 10.Ammissibilità delle domande nei differenti esami 11.Conclusioni |
. 214 214 215 216 219 222 . 223 224 224 225 228 |
Capitolo VI Narrare per argomentare per persuadere (con Luisa Puddu) 1. Argomentazione, persuasione e nuovo processo 2. Il «sistema» persuasivo 3. Quando, come e perché, chi persuade chi 4. La logica dell'argomentazione 5.A chi affidare le conclusioni |
. . 231 234 238 252 266 |
| APPENDICE
Argomentare lincredibile. Il tragitto persuasivo di una difesa (di Luisa Puddu) l. Introduzione 2. L'arringa 3. Commento a) La struttura dell'arringa, secondo la prospettiva retorica b) Le figure impegnate c) I contenuti, secondo la prospettiva psicologica d) Le strategie utilizzate e i loro effetti |
. . . 269 272 286 286 290 302 306 |